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🕯️ Giornata della Memoria: ricordare per capire, capire per non dimenticare 🦋

La scuola primaria Gozzi ha scelto di fermarsi a riflettere, dando spazio all’ascolto, con percorsi adeguati all'età dei bambini

Utente Paola Fasolo

da Paola Fasolo

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In occasione della Giornata della Memoria, la scuola primaria Gozzi ha scelto di fermarsi a riflettere, dando spazio all’ascolto, alle emozioni e alla comprensione, con percorsi pensati per accompagnare ogni classe in modo adeguato all’età.

I più piccoli si sono avvicinati a questo tema complesso con la visione del video Le farfalle con le stelle. Attraverso immagini semplici ma potenti, il video aiuta i bambini a comprendere che cosa significhino esclusione, ingiustizia e perdita. Il messaggio finale invita a ricordare, a difendere la diversità e a non permettere che l’odio e l’indifferenza facciano sparire ancora “le farfalle dal cielo”. Crescendo, gli alunni hanno incontrato le storie. La lettura del libro Otto, autobiografia di un orsacchiotto ha permesso di guardare alla persecuzione degli ebrei attraverso uno sguardo vicino al mondo dell’infanzia: quello di un oggetto che diventa testimone silenzioso della discriminazione, della perdita e della memoria. 

Nelle classi successive lo sguardo si è fatto più storico e critico. Il lavoro sulle leggi razziali ha permesso di capire come l’odio non nasca all’improvviso, ma venga costruito passo dopo passo, anche attraverso leggi e parole che negano diritti e dignità. La poesia La farfalla di Pavel Friedman, scritta da un ragazzo rinchiuso nel ghetto di Terezín, ha dato voce ai sentimenti, alla speranza fragile ma resistente, mostrando come anche nei luoghi più bui l’umanità abbia continuato a cercare la luce.

Con i più grandi, infine, la memoria è diventata testimonianza viva. Le storie dei deportati dal Ghetto di Venezia e il racconto di Olga Neerman, sopravvissuta alla Shoah che per molti anni ha vissuto al Lido di Venezia, hanno reso il passato vicino, reale, impossibile da ignorare. Le sue parole hanno ricordato a tutti che dietro i numeri ci sono volti, nomi, vite spezzate, ma anche il dovere di raccontare.

Ricordare non è solo un atto del passato: è una responsabilità verso il presente e il futuro. Attraverso questi percorsi, la nostra scuola ha scelto di educare alla memoria per formare cittadini consapevoli, capaci di riconoscere l’ingiustizia e di non voltarsi dall’altra parte. Perché la memoria, se condivisa, diventa impegno.

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